di Ornella Pegoraro
(Il giornale di Vicenza, 25/03/2009)
Viaggio rivelatore nei segreti percorsi di parole e pensieri
A THIENE UNO SPETTACOLO DI PARTICOLARE SUGGESTIONE, CONTRAPPUNTATO DALLE POESIE DI ALDA MERINI
La nuova coreografia di Ornella Pegoraro
Marialuisa Duso
THIENE
Una danza figlia del nostro tempo, fatta di leggerezza, quella dei movimenti, ma anche di inquietudine perché c'è un momento, e prima o poi capita nella vita di ognuno, in cui le luci, tutt'attorno, sembrano spegnersi. È l'inizio di un percorso inquietante e affascinate a un tempo, da cui si è tentati di scappare, ma di fronte al quale non ci si può tirare indietro.
È un viaggio rivelatore, alla scoperta di una parte di sé di cui si ignorava l'esistenza quello che ha cercato di raccontare Ornella Pegoraro con "Segreti percorsi", proposto domenica, al Comunale di Thiene, come momento conclusivo della rassegna Thiene Danza, voluta dall'assessorato alla cultura, con la collaborazione di Arteven. Uno spettacolo complesso, di lettura tutt'altro che facile. Eppure coinvolgente fin dalle prime note e prima ancora, con quel "segreti percorsi" sussurrato, a ritmo quasi ossessivo.
Un modo assolutamente originale di interpretare la danza, quello proposto da Ornella Pegoraro, affiancata nelle coreografie da Barbara Canal e Francesca Foscarini, fatto di ombre e penombre, capace di risvegliare e smuovere emozioni profonde, di esprimere attraverso gesti inconsueti, movimenti che hanno l'intensità dei moti dell'anima.
Un lavoro di ricerca accurato, ed espresso con grande intensità dalle danzatrici del gruppo, Valentina Dal Mas, Valentina Mantese, Elena Moro, Anna Paracchini, Eleonora Pasin e Paola Vecelli, a cui si sono aggiunte Barbara Canal, Fracesca Foscarini, Claudia Mantese e Barbara Todesco.
Suggestiva la scenografia, che ha saputo creare un effetto tridimensionale, tale da esprimere i percorsi tortuosi di un labirinto, mentre danza e poesia (fra le fonti di ispirazioni anche le poesie di Alda Merini, recitate da Silvia Fontana) procedevano all'unisono, per raccontare i segreti percorsi dell'anima. L'eterea incoscienza è diventata ben presto inquietudine, coi contorni di una trappola, fatta di ostacoli, porte sprangate, muri di specchi e persino scariche elettriche che impedivano di oltrepassare il confine. Solo quello fisico. Perché è proprio lì, dove sembra di non trovare vie d'uscita, che l'anima riesce a spiccare il volo e arriva a trascendere pianto e dolore per approdare in un luogo dove pian piano si ricompone l'armonia, e si scopre che il dolore e il pianto non sono stati inutili, ma i germi da cui far emergere una forza insperata.
Ecco il finale rasserenante di uno spettacolo duro, a tratti crudele, per molti versi innovativo, capace però di riaccendere l'alba, e insieme la speranza, dopo una lunghissima notte senza stelle.